Giovedì 25 maggio prende il via a Vicenza international security festival 2017 dedicato alla sicurezza internazionale vista attraverso I Fronti del Mediterraneo.

Alle 20.30 nel magnifico Chiostro di San Lorenzo, perla gotica nel cuore della Vicenza palladiana, il pubblico potrà assistere alla proiezione di SIEGE OF ADEN – SOTTO TIRO: DENTRO L’ASSEDIO DI ADEN il film reportage pluripremiato che Medyan Dairieh ha girato nel 2015 nello Yemen devastato da una guerra tuttora in corso.

Nello Yemen infatti, dal marzo del 2015 è in corso un conflitto interno tra i ribelli Houthi (sciiti) e i separatisti del Sud in prevalenza sunniti. I ribelli Houthi ricevono sostegno dall’Iran, mentre i separatisti del Sud sono sostenuti dall’Arabia Saudita, dai Paesi del Golfo e dall’Egitto. A complicare le cose una forte presenza di Al-Qaeda che probabilmente è il maggior beneficiario della guerra.

Nel giugno del 2015, il filmmaker di Vice News Medyan Dairieh ha passato due settimane in un porto di Aden circondato dalla milizia dei ribelli Houthi, sotto assedio per via di terra, di aria, di mare. Ad Aden, punto focale della Resistenza dello Yemen del Sud, la situazione era già allora gravissima, la città era in preda ad una penuria di cibo, di dispositivi sanitari, al caos dei bombardamenti a tappeto: un inferno di polvere, macerie e rifiuti.

“Ci stanno sparando. Gli Houthi tirano su di noi. L’accesso è difficile. La spedizione umanitaria proveniente dal Qatar con cui sto viaggiando porta medicinali, apparecchiature mediche, cibo e combustibile da cucina. A bordo ci sono medici e un ufficiale del governo locale, nessuno è armato. Ad Aden il cibo è scarso, niente riso, né latte, né farina per fare il pane. Le strade sono piene di immondizie, non ci sono toilettes, una diffusa febbre da dengue colpisce la gente. Un ufficiale governativo mi dice che ogni giorno muoiono dalle 20 alle 40 persone per la gravità dell’epidemia”

Sono parole di Medyan Dairieh, giornalista fotografo e documentarista, autore del docufilm SIEGE OF ADEN. Nato in Palestina, ha lasciato il paese in giovane età, ha studiato giornalismo e fotografia, è membro di International Union of Journalist, Reporters without Borders e the Frontline Club. Assai noto negli ambienti internazionali per il suo lavoro nelle più pericolose aree di conflitto di tutto il mondo, è l’unico ad aver avuto accesso alle aree devastate dalla guerra in Africa e in Medio Oriente, testimoniando le azioni dei movimenti ribelli e delle organizzazioni jihadiste sui monti dell’Afghanistan, della Sierra Leone, dell’Africa occidentale. Il primo giornalista ad entrare in Libia dove è stato ferito nell’ultima roccaforte di Abu Saleem. IL primo giornalista in tutto il mondo a trascorrere un lungo periodo di tempo nello Stato islamico (IS), ottenendo un accesso senza precedenti al gruppo in Iraq e in Siria.

Lo Yemen si trova oggi, 2017, insanguinato dalla stessa guerra. Uno stillicidio di scontri tra i contendenti del conflitto civile, alternati alle operazioni belliche dei jihadisti che, stentando ad inserirsi in un quadro strategico di sistema, aggiungono decine di morti a un conto già salatissimo.

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